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Abbazia di San Biagio di Piobbico

Abbazia di San Biagio di Piobbico

Testimone del passato architettonico e religioso di Sarnano, l’Abbazia di San Biagio, in origine nota come Santa Maria inter rivora, si staglia tra il fiume Tennacola e un piccolo torrente che scorre ai piedi di Piobbico. La nascita di questo complesso risale ad una donazione del Conte Mainardo a tre chierici all’inizio dell’XI secolo. Per essere più precisi, l’anno della sua effettiva fondazione ci viene ricordato da un notaio sarnanese che nel XVI secolo annotò 1030 come anno in cui “abbatie publicae fuit fondata”. Istituzione monastica che godette nel tempo di numerosi possedimenti territoriali a Sarnano ma anche a San Ginesio, Mogliano, Loro Piceno e Montolmo (ovvero Corridonia), nel XIII secolo vide perdere la sua autorità a dispetto della costante crescita delle aggregazioni comunali e, successivamente alla cessione di territori a Sarnano, ebbero modo di fondare nel castrum cittadino un edificio che la rappresentasse: la Chiesa di “Santa Maria intra moenia” (o di Piazza Alta). Col passare del tempo l’Abbazia cadde in disuso, conseguentemente al progressivo trasferimento dei monaci nella neonata chiesa cittadina e, successivamente alla modifica dell’intitolazione a San Biagio nel Quattrocento, per l’emanazione di due bolle da parte di papa Sisto V alla fine del XVI secolo, l’abbazia venne definitivamente soppressa e la proprietà accorpata al Capitolo di Montalto. A livello architettonico, la struttura monastica sorge presumibilmente su di una costruzione preromana, luogo di culto dedicato alla dea Feronia, dea Italica delle acque e della fertilità. L’odierna chiesa, orientata a est-ovest, presenta un’abside rettangolare con presbiterio rialzato che lascia spazio allo sviluppo di una cripta tripartita. La struttura originaria, però, risulta di diversa fattura, in quanto l’impianto originario presentava tre navate, con transetto e presbiterio e un annesso monastero organizzato attorno ad un chiostro. La struttura è stata costruita facendo largo uso della scaglia rossa, una pietra calcarea locale alla quale, nel tempo, è stato aggiunto anche il mattone. Lo stipite della porta d’ingresso riporta la seguente scritta “MI 17 AD K D APRILE” (1117 alle calende di aprile), a riferimento dell’anno in cui la chiesa venne marcatamente modificata, ovvero ridotta in profondità e privata del nartece. L’edificio, all’epoca riccamente decorato, conservava un ciclo pittorico chiamato Il Vangelo dell’infanzia, con l’Annunciazione, la Natività e l’Adorazione dei Magi, attribuito al cosiddetto Maestro di Piobbico, attivo tra il 1456 e il 1464. A lui si devono anche altri affreschi nella navata e nel presbiterio. L’Abbazia fu arricchita anche da altri pittori, legati alle scuole camerte e folignate, che contribuirono a creare un insieme decorativo armonioso e rappresentativo dell’arte appenninica tra Quattro e Cinquecento. Geolocalizzazione: https://maps.app.goo.gl/X3EP6i4Y3gMQFDtt5

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Cum Sibylla. Sarnano oltre ogni immaginazione (CUP C79I24000800002) è un progetto finanziato dalla Regione Marche nell'ambito del POR FESR Marche 2021-2027 – Asse 1 - Azione 1.2.2 - Int. 1.2.2.2 - Bando per "Servizi digitali integrati." Il progetto realizza una strategia digitale di valorizzazione territoriale che, attraverso un sistema integrato di servizi digitali, si configura come un portale web che connette attività commerciali, operatori economici e punti di interesse culturali e naturalistici organizzandoli in itinerari tematici per la valorizzazione turistica e la crescita digitale dell’ente. Contributo concesso: € 45.000,00.